Ritrovare la felicità

Non volevo scriverne qui, ma Petali di Margherita sono io, e io in questi giorni sono così… Inoltre, scrivere mi serve ad analizzare le cose: magari non riesco sempre a ricomporre i pezzi del puzzle, ma almeno ci provo. Questo è il senso di questa nuova categoria di articoli: scrittura catartica, mettere nero su bianco per fare ordine nel frullatore dei pensieri.

Abbiamo trovato alcuni giorni fa, la casa saccheggiata dai ladri. Esperienza che non auguro a nessuno, ma poi parli e chiunque ti racconta di aver subito almeno un furto.

Non è il valore delle cose che si sono portati via: quelle cose nei cassetti, non le indossavamo da anni, e avrebbero continuato a stare chiuse nel cassetto; non le avremmo mai vendute al “compro oro” come invece avranno fatto loro, per investire quel denaro in altri beni.

Sono certamente i ricordi legati agli oggetti. Ma se ci penso bene, alla fine, non è neppure questo quello che mi causa sofferenza.

La sofferenza maggiore me l’ha data trovare impronte di scarpe sulle lenzuola tirate fuori in malo modo dai cassetti, e perfino sugli scaffali più alti dell’armadio (chissà che cercavano arrampicandosi così in alto!). E poi, il fatto che insieme a braccialettini coi coralli dei figli o all’anello di fidanzamento (e a tutto, tutto, tutto il resto che hanno trafugato), hanno avuto l’ardire di portare via anche diversa bigiotteria (fra cui un braccialetto di artigianato che mi aveva regalato Claudia, proveniente dal Perù, un ciondolo con una bellissima conchiglia in madreperla indiana incastonata in acciaio, e altre cose con perle e swarovski) e perfino un piccolo souvenir del Messico – un piccolo foglietto di sughero con un uccello dipinto a mano sopra – portato dai nostri amici di ritorno dal viaggio di nozze.

Ho passato 3 giorni stando veramente male, specie quando inizia a far sera. Ma ho troppe cose belle che devo fare nei prossimi mesi: mi occorre una me lucida, concentrata e serena. E devo lanciare il salvagente e salvarmi, prima che prenda il sopravvento la parte più irrazionale di me. E devo lanciare il salvagente e salvarmi, prima che prenda il sopravvento la parte più irrazionale di me.

Ho passato 3 giorni stando veramente male, specie quando inizia a far sera. Ma ho troppe cose belle che devo fare nei prossimi mesi: mi occorre una me lucida, concentrata e serena. E devo lanciare il salvagente e salvarmi, prima che prenda il sopravvento la parte più irrazionale di me.

Mentre ero sveglia stanotte, mi è tornato in mente #100happydays: progetto bellissimo, a mio avviso, per una come me che non si accontenta di vivere in un mondo schifoso, dove si oltrepassano tutti i confini, morali e materiali, per usurpare con violenza cose che appartengono ad altri.

Per “salvarmi”, ho deciso di ricominciare, di riaccettare la sfida e provare a trovare 100 motivi per essere felice per i prossimi 100 giorni, che poi sono all’incirca lo stesso numero di giorni che mi separano dai 40 anni.

Quindi, da oggi si riparte. Seguitemi (e fatemi compagnia) su Instagram @petali.di.margherita, hashtag: #100happydays #100petali2016

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